Paolo Nori e Emiliano Poddi

Paolo Nori presenta “Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostojevskij” (Mondadori, 2021). Tutto comincia con Delitto e castigo, un romanzo che Paolo Nori legge da ragazzo: è una iniziazione e, al contempo, un’avventura. La scoperta è a suo modo violenta: quel romanzo, pubblicato centododici anni prima, a tremila chilometri di distanza, apre una ferita che non smette di sanguinare. “Sanguino ancora. Perché?” si chiede Paolo Nori, e la sua è una risposta altrettanto sanguinosa, anzi è un romanzo che racconta di un uomo che non ha mai smesso di trovarsi tanto spaesato quanto spietatamente esposto al suo tempo. Se da una parte Nori ricostruisce gli eventi capitali della vita di Fëdor M. Dostoevskij, dall’altra lascia emergere ciò che di sé, quasi fraternamente, Dostoevskij gli lascia raccontare. Perché di questa prossimità è fatta la convivenza con lo scrittore che più di ogni altro ci chiede di bruciare la distanza fra la nostra e la sua esperienza di esistere.

Emiliano Poddi presenta “Quest’ora sommersa” (Feltrinelli, 2021): la storia di Leni Riefenstahl, la “regista di Hitler” che sopravvisse al processo di Norimberga e che, in questo romanzo, a centouno anni nuota tranquilla a quindici metri di profondità, alle Maldive. È la sua ultima immersione, l’ultima volta in cui potrà catturare con i suoi scatti le creature della barriera corallina. Appena dietro di lei c’è Martha Krems, biologa marina trentanovenne, che ha il compito di scortarla sott’acqua. In effetti, Martha non è lì per caso: è da moltissimo tempo che segue Leni, sia pure a distanza. Per anni ha raccolto notizie sulla “regista di Hitler” in un disperato tentativo di capire nel profondo quella donna enigmatica che sembra regolarmente sfuggire. In particolare Martha è ossessionata da Tiefland, un film che Leni ha girato nel 1941 utilizzando come comparse alcuni internati – soprattutto bambini – di un campo per rom e sinti, destinati, finite le riprese, alla deportazione ad Auschwitz. Ora, finalmente, Martha ha l’occasione di studiare Leni da vicino, di tornare indietro, di starle addosso. Di scoprire, forse, perché nel ’41 ha fatto quello che ha fatto alla sua famiglia.

Paolo Nori (Parma, 1963) è laureato in letteratura russa e ha pubblicato romanzi e saggi, tra i quali “Bassotuba non c’è” (1999), “Si chiama Francesca, questo romanzo” (2002), “Noi la farem vendetta” (2006), “I malcontenti” (2010), “I russi sono matti” (2019) e “Che dispiacere” (2020). Ha tradotto e curato opere di autori russi, tra cui Puškin, Gogol’, Turgenev, Tolstòj, Cechov, Dostoevskij.

Emiliano Poddi è nato a Brindisi nel 1975. Autore teatrale e radiofonico, ha scritto i romanzi “Tre volte invano” (selezione Premio Strega), “Alborán”, e per Feltrinelli “Le vittorie imperfette” (2016) e “Quest’ora sommersa” (2021). Insegna alla scuola Holden di Torino.

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